Anatoly
EMELIANOV

“Durante la danza si prova una smisurata gamma di emozioni: gioia, paura, nostalgia, allegria.

     Come nella vita..”

Nei miei balletti tutta la passione per la grande Russia
Ha fondato e diretto The Royal Ballet of Moscow

Maestro Anatoly Emelianov, com’e stato il suo incontro con la danza?

Sin da piccolo amavo molto ballare, cosi i miei genitori mi iscrissero alla scuola di danza. I risultati furono molto incoraggianti, e prosegui con gli studi all’Accademia del Balletto di Perm. Da allora non ho più smesso di confrontarmi cool mondo della danza.

L’incontro col balletto classico è stato un colpo di fulmine?

– Si, quando studiavo all’Accademia di Perm, le classi di balletto mi piacevano moltissimo. In quegli però non mi rendevo ancora conto che a questa arte avrei dedicato tutta la mia vita e sono molto grato al mio destino.

Perché ha scelto di fondare e poi dirigere la Sua Compagnia?

– Stare sul palco non mi bastava più. Quando ho iniziato a lavorare come coreografo, cercando di allestire i miei primi balletti, ho avvertito fortissima l’esigenza di creare una mia compagnia. Ho lavorato duramente e alla fine ci sono riuscito. Da allora sono cambiate un po’ di cose: oggi portiamo in scena circa 250 spettacoli all’anno.

Il balletto in Russia ha una lunga tradizione?

– Si, è un’arte molto amata nel nostro paese perché le sue radici si immergono in gran parte della nostra storia e tradizione. E non solo a Mosca, gli spettacoli di balletto sono seguiti anche nelle città di medie e grandi dimensioni.

Oggi che è passato alla coreografia e alla direzione artistica, che tipo di emozione prova a stare dietro al palco?

– Il balletto é una fonte d’ispirazione continua. Durante la danza si prova una smisurata gamma di emozioni: gioia, paura, nostalgia, allegria. Come nella vita.

La Compagnia si allena duramente?

– Si, abbiamo un repertorio molto vasto e facciamo tantissime repliche e spettacoli: impossibile a questi ritmi non essere allenati. I danzatori provano all’incirca sei ore al giorno, ma se capita che nello stesso giorno abbiamo anche uno spettacolo, alla fine passiamo tutto il giorno sul palco.

Quali sono le caratteristiche della Sua compagnia?

– La caratteristica principale della nostra Compagnia é che ci sono parti del repertorio che esistono solo nel nostro teatro.

Da dove parte la sua personale ricerca artistica?

– Cerco l’impossibile, un ideale.

Che idea si è fatto del pubblico italiano?

– Quella di un pubblico molto preparato, attento, gran intenditore, un pubblico emozionale. Per noi è sempre un grande piacere venire in tournèe in Italia.

Quale sarà il tuo prossimo impegno?

– L’ultimo spettacolo che ho allestito si intitola “Manfredo” ed è coreografato su una sinfonia di Ciaikovskij. Sono soddisfatto. Il prossimo progetto invece sta solo maturando proprio in questi giorni, e per ora è assolutamente top secret.

Anatoly
EMELIANOV
Nei miei balletti tutta la passione per la grande Russia
Ha fondato e diretto The Royal Ballet of Moscow

Maestro Anatoly Emelianov, com’e stato il suo incontro con la danza?

Sin da piccolo amavo molto ballare, cosi i miei genitori mi iscrissero alla scuola di danza. I risultati furono molto incoraggianti, e prosegui con gli studi all’Accademia del Balletto di Perm. Da allora non ho più smesso di confrontarmi cool mondo della danza.

L’incontro col balletto classico è stato un colpo di fulmine?

– Si, quando studiavo all’Accademia di Perm, le classi di balletto mi piacevano moltissimo. In quegli però non mi rendevo ancora conto che a questa arte avrei dedicato tutta la mia vita e sono molto grato al mio destino.

Perché ha scelto di fondare e poi dirigere la Sua Compagnia?

– Stare sul palco non mi bastava più. Quando ho iniziato a lavorare come coreografo, cercando di allestire i miei primi balletti, ho avvertito fortissima l’esigenza di creare una mia compagnia. Ho lavorato duramente e alla fine ci sono riuscito. Da allora sono cambiate un po’ di cose: oggi portiamo in scena circa 250 spettacoli all’anno.

Il balletto in Russia ha una lunga tradizione?

– Si, è un’arte molto amata nel nostro paese perché le sue radici si immergono in gran parte della nostra storia e tradizione. E non solo a Mosca, gli spettacoli di balletto sono seguiti anche nelle città di medie e grandi dimensioni.

Oggi che è passato alla coreografia e alla direzione artistica, che tipo di emozione prova a stare dietro al palco?

– Il balletto é una fonte d’ispirazione continua. Durante la danza si prova una smisurata gamma di emozioni: gioia, paura, nostalgia, allegria. Come nella vita.

La Compagnia si allena duramente?

– Si, abbiamo un repertorio molto vasto e facciamo tantissime repliche e spettacoli: impossibile a questi ritmi non essere allenati. I danzatori provano all’incirca sei ore al giorno, ma se capita che nello stesso giorno abbiamo anche uno spettacolo, alla fine passiamo tutto il giorno sul palco.

Quali sono le caratteristiche della Sua compagnia?

– La caratteristica principale della nostra Compagnia é che ci sono parti del repertorio che esistono solo nel nostro teatro.

Da dove parte la sua personale ricerca artistica?

– Cerco l’impossibile, un ideale.

Che idea si è fatto del pubblico italiano?

– Quella di un pubblico molto preparato, attento, gran intenditore, un pubblico emozionale. Per noi è sempre un grande piacere venire in tournèe in Italia.

Quale sarà il tuo prossimo impegno?

– L’ultimo spettacolo che ho allestito si intitola “Manfredo” ed è coreografato su una sinfonia di Ciaikovskij. Sono soddisfatto. Il prossimo progetto invece sta solo maturando proprio in questi giorni, e per ora è assolutamente top secret.

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